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Sviluppo sostenibile nel XXI secolo



Nel 1992, alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo, i rappresentanti di 173 Paesi hanno adottato Agenda 21 quale riferimento globale per lo sviluppo sostenibile nel XXI secolo. Agenda 21 individua una serie di obiettivi economici, sociali, culturali e di protezione ambientale, per il cui raggiungimento è richiesto il coinvolgimento attivo della popolazione interessata e un rafforzamento del ruolo delle autorità locali. In particolare, il capitolo 28 dell'Agenda 21 impegna le autorità locali ad adottare un'Agenda 21 Locale che traduca gli obiettivi generali in programmi e interventi concreti, specifici di ogni realtà.

Di fatto, il Comune, che costituisce il livello amministrativo più vicino alla popolazione, si impegna ad instaurare un dialogo con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese e, attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, a acquisire le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie.

Il concetto di una politica ambientale internazionale e "globale" è una delle grandi conquiste dell'umanità del secolo scorso. I suoi passaggi sono spesso dimenticati. Dopo la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, 178 governi di tutto il mondo, tra cui l'Italia, hanno adottato l' Agenda 21.

Proposte dettagliate per quanto riguarda le aree economiche, sociali e ambientali: lotta alla povertà, cambiamento dei modelli di produzione e consumo, dinamiche demografiche, conservazione e gestione delle risorse naturali, protezione dell'atmosfera, degli oceani e della biodiversità, la prevenzione della deforestazione, promozione di un' agricoltura sostenibile.

International Council for Local Environmental Initiatives
Sustainability Web Ring



 



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